A Praia A Mare l’Ospedale non S’Ha Riaprì!!!

Gino Domenico Spolitu è un uno di quelli che o si odia o si ama, senza mezze misure. Da anni in politica, non è certo nuovo a gesti eclatanti. E neanche alle aspre polemiche. Nella sua Praia a Mare (Cs) lo conoscono tutti, qualcuno ha approfittato della sua bontà, qualcun altro dice di essere vittima di quella che lui definisce ingenuità.

Fatto sta che quando 13 giorni addietro ha deciso di interrompere le cure e iniziare lo sciopero della fame, la cittadina ha accantonato chiacchiericci e vecchi rancori e si è stretta in un abbraccio simbolico attorno all’uomo, gravemente malato. Anche se con gli abbracci simbolici non si vincono le guerre.  

La sua protesta è certamente nobile. Spolitu è barricato nel piazzale dell’ex ospedale civile di Praia a Mare per attirare l’attenzione mediatica e politica sulla più grande ombra della sanità calabrese. Nel maggio del 2014 il Consiglio di Stato annulla gli atti della riconversione dell’ex presidio ospedaliero in Casa della Salute e ne ordina la riapertura.

Che non avviene, neppure dopo il giudizio di ottemperanza.

Il Commissario ad Acta designato per l’esecuzione della sentenza rassegna le dimissioni. Il sospetto è che anche il Commissario Domenico Di Lallo, così come tutti gli altri dirigenti, abbia subito delle pressioni. E la Regione Calabria ? Muta e Pipa !

L’ospedale non deve riaprire. Altrimenti i privati alla dottor Tersili , come potrebbero lavorare? Si impoverirebbero a tal punto da dover chiudere loro baracca e burattini.

E poi, che è un mistero che con ogni mezzo si stia boicottando la Casa della Salute? Per dirottare i pazienti nelle strutture private?

Tutto scritto e risaputo. Anche gli esposti sono stati presentati.

Meno male che a ricordarci che il problema esiste, ci sono le pietre che sfondano i vetri delle auto di chi queste nefandezze denuncia. di chi scrive. In Calabria ci sarebbe una radicata cultura mafiosa ma tiriamo a campare, pensando al mare e al sole, che abbiamo per dodici mesi.

In questi giorni solo l’amica di vecchia data e componente della Commissione Antimafia, Angela Napoli, ha preso a cuore la questione portandola addirittura sui banchi dell’ente presieduto da Rosy Bindi. Anche il sindaco Antonio Praticò, nei giorni scorsi, aveva minacciato di rivolgersi alla DDA di Catanzaro. Dopo 4 anni di denunce finalmente è chiaro a tutti che il risanamento dei debiti della sanità non c’entra nulla con la chiusura dell’ospedale di Praia a Mare. Tanto più che il presidio, tre mesi prima della riconversione, chiuse il 2011 con i conti in attivo. 

Ma Gino Domunico Spolitu sta portando avanti la sua battaglia in perfetta solitudine battaglia che probabilmente andrà persa. I poteri, quelli delle stanze ai piani alti della società, sono duri come l’acciaio e non si faranno certo piegare dalla pietà per un uomo che sta mettendo a repentaglio la sua vita per difendere un diritto di tutti. Però il gesto fa riflettere e lascia, di nuovo, l’amaro in bocca. Ancora una volta i praiesi hanno perso l’occasione di dimostrare di essere una comunità, di lottare per un obiettivo comune e di farlo senza alcun tornaconto personale. A parte l’onnipresente associazione Sanità è vita della presidente Alessandra Cozza, quasi nessuno ha affiancato Spolitu o compiuto un gesto di solidarietà nei suoi confronti. Tutti a dettare legge dietro gli schermi di un computer o a schernire l’episodio, come se lottare contro i mulini a vento, in questa maledettissima regione, fosse sempre colpa di prova a cambiare le cose e non di chi te lo impedisce. Spolitu questo lo sa, lo sapeva anche prima di fare questa scelta scellerata, ma la sua motivazione, evidentemente, è più forte dell’indifferenza e della malvagità umana.

Fonte: Francesca Lagatta

Precedente Ripristino Ospedale di Praia, Spolitu continuerà la protesta anche a Natale Successivo Praia, sciopero della fame per riavere l'ospedale

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.